Totalitàinfintainmovimentocontinuo
ovvero
una scampagnata nell’impossibile

In scena Francesco Bertini, Nicola Castelli, Massimo Marchesi
Ideazione e drammaturgia Nicola Castelli
Supervisione drammaturgica Anna Aglietti
Tecnica Massimiliano Scabeni
Produzione ILINX teatro, Residenza Teatrale ILINXARIUM

Totalitàinfintainmovimentocontinuo nasce come progetto di divulgazione scientifica e si colloca quindi all’interno di quel che viene definito “Teatro-Scienza”: il linguaggio teatrale viene cioè utilizzato come strumento per la diffusione di contenuti sconosciuti ad un pubblico non specializzato.
Nello specifico la disciplina presa in considerazione è la Fisica: la “lezione teatrale” racconta il passaggio dal modello meccanicista-determinista (e riduzionista) a quello quantistico, scaturito dagli studi di Planck.
Nel corso dello spettacolo vengono presentate le principali scoperte che riguardano la fisica dei quanti e l’evoluzione delle teorie che hanno cercato di descriverla (dalla Meccanica Quantistica alla Teoria Quantistica dei Campi); tutto questo facendo riferimento agli esperimenti “storici” più significativi, illustrati con un linguaggio accessibile. In particolare 2 sono i fenomeni quantistici sui quali viene posta l’attenzione: il dualismo onda-particella e l’entanglement.
Nella seconda parte del lavoro si passa poi ad un allargamento della prospettiva, verificando la possibilità di riscontrare anche a livello macroscopico fenomeni tipici del mondo quantistico. E’ sempre la descrizione di esperimenti, questa volta però tratti da ambiti ulteriori rispetto a quello fisico, a fare da filo conduttore: da quelli di “telepatia” uomo-pianta sviluppati da Cleve Backster, agli studi con Random Event Generator, fino alle ricerche dedicate al cosiddetto Effetto Maharishi.
Infine, la parte conclusiva dello spettacolo consiste in un’evocativa e provocatoria proposta di parallelismo fra la nuova visione del mondo che il paradigma quantistico ha contribuito a far emergere e quella sottesa alle grandi tradizioni spirituali esistenti (dal cristianesimo all’induismo al taoismo).

Lo spettacolo prevede 3 persone in scena, un attore e due musicisti (un chitarrista e un batterista): al primo è dato il compito di condurre il pubblico attraverso la “scampagnata nell’impossibile” che fa da sottotitolo allo spettacolo, agli altri quello di alleggerire il racconto attraverso momenti musicali. Tali interventi possono essere veri e propri brani (presi dalla tradizione Pop contemporanea) suonati e cantati a raccordo fra blocchi narrativi diversi, oppure accompagnamenti sonori a sostegno del racconto.
L’interazione fra i musicisti e l’attore tuttavia non si limita a questo: essi vengono infatti coinvolti spesso e volentieri nell’esecuzione degli esperimenti; inoltre, dal punto di vista drammaturgico, fungono da “disturbatori”, ovvero da personaggi che talvolta giocano contro la narrazione, litigando fra loro, prendendo in giro l’attore, distraendosi etc., generando insomma una serie di gag che alleggeriscano ulteriormente la “lezione”. In questa direzione va anche la scelta di utilizzare, per la descrizione degli esperimenti, oggetti molto quotidiani, nella maggior parte dei casi veri e propri giocattoli (palline da tennis, pistole, macchinine, numeri da tombola…). L’approccio ludico è infatti fondamentale per compensare i contenuti talvolta complessi che vengono veicolati dallo spettacolo. Il risultato è un lavoro piuttosto anomalo che, proprio per la sua stravaganza, può incuriosire differenti tipologie di pubblico.

L’ambizioso intento di “TotaltàInfinitaInMovimentoContinuo” è quello di diffondere e portare ad un pubblico non esperto informazioni ritenute cruciali dal punto di vista della portata filosofica (nel senso più allargato e popolare del termine), ma che per la loro apparente difficoltà risultano pressoché sconosciute ai più.

Lo spettacolo, come accennato, è rivolto ad una tipologia di pubblico assai variegata. Certamente i contesti più adeguati sono le manifestazioni a carattere scientifico (festival della scienza, rassegne di teatro-scienza…) o le scuole superiori (preferibilmente i trienni di liceo scientifico), ma può tranquillamente essere inserito come originale alternativa in normali stagioni teatrali o all’interno di festival o manifestazioni strettamente teatrali.

IPSE DIXIT
“Molto suggestivo e ben fatto […] Una perfetta macchina teatrale ed un’autentica unione arte-scienza”
Ignazio Licata, fisico teorico, direttore dell’Istitute for Scientific Methodology (ISEM) e autore del libro “La logica aperta della mente”

“Da molto non godevo di una serata cosi bella e coinvolgente … Spessore di contenuti alternati a ottimi break e musica”
Federca Brambilla, psicologa, autrice del libro “Psicoterapia psicanalitica e medicina tradizionale cinese”