Renovatio Mundi

visione: Cristiano Sormani Valli
creazione: Nicola Castelli, Nicolas Ceruti, Mara Marini, Cristiano Sormani Valli
azione: Nicola Castelli, Nicolas Ceruti, Mara Marini, Cristiano Sormani Valli, Maria Rosa Criniti, Paolo Susenna, Matteo Mariani
costumi: Caterina Filice.
luci e scene: Nicolas Ceruti.
suoni: Cristiano Sormani Valli.
tecnica: Luca Marchiori.
fotografie: Alessandra Di Consoli.
coreografia “secondo sigillo”: Elisa Petrolo.
voci “primo sigillo”: Valentina Battarola, Luca Marchiori.

“Vengo non so da dove, sono non so chi, morirò non so quando,
vado non so dove, mi meraviglio di essere contento.”
Anonimo medievale

“Qualsiasi maschera, sia essa cornuta come un animale
o piumata come un angelo, è il volto dell’’immortalità.”
“Non si può fare il diavolo a quattro, se non si crede più al Diavolo…”
Tim Robbins

Il delitto senza castigo è una situazione molto contemporanea,
ma profondamente immorale.
Woody Allen

Imparare a meglio gioire è per noi il modo migliore di disimparare a far male
agli altri e ad escogitare cose che fanno male.
Nietzsche.

Uno spettacolo in bianco e nero. Uno spettacolo d’altri tempi. Uno spettacolo comico, tragico, poetico, politico, realista e metafisico. Una farsa insomma.
ilinx torna a raccontare come vede il mondo oggi e lo fa con uno spettacolo vecchio, anzi vecchissimo. Parlando di quello che ci circonda attraverso tre personaggi: un pazzo e due idioti dai valori “superati”, che proprio non riescono a riconoscersi nel pensiero dominante del “nuovo millennio”.
C’è il Diavolo, che ha ormai perso il suo posto in questa società senza più vera scelta fra bene e male; un Diavolo che incontrerà il Teologo, il Politico e il Genio della finanza mondiale, nel tentativo di recuperare il ruolo ed il potere perduto.
Ci sono Spirito e Santo, divisi, caduti nel tempo e costretti al percorso umano, senza ragione, senza sapere perché. In cerca della propria natura dimenticata, dispersi fra le cose della terra, troveranno in Necessità, Giustizia, Fortuna e Grazia lo strumento per strappare un “senso” al loro vagabondare.
Né più e né meno di quello che anche ilinx fa.
Nel tempo presente del teatro, distillando dal passato, lo scatto per il futuro.
Agapé è il concetto di virtù nella Grecia antica e cioè: trova quel che sei e diventalo!
Spirito e Santo sono messaggeri sulla terra. I due, però, non hanno assolutamente idea di che cosa dovranno fare.
Avranno il compito di effettuare questa ricerca senza sapere realmente cosa cercare (rappresentazione dell’epoca moderna). Solo attraverso la “passività” e l’abbandono (associati appunto al concetto femminile dello Spirito Santo, alla Shekinah ebraica) riusciranno nella loro impresa, incontrando sulla loro strada diversi personaggi presi dalla mitologia, figure regolatrici del comportamento umano.
Spirito e Santo sono personaggi che derivano dalle meccaniche attoriali della clownery, dal teatro dell’assurdo, dai film comici muti degli anni ‘30.
La loro vicenda si interseca con quella del Diavolo (Dia-ballein, colui che divide) che ha perso il suo ruolo fondamentale nell’epoca odierna. Seguiremo il suo tentativo comico di riappropriarsi dell’identità perduta. Le scene legate alla sua figura saranno il pretesto per indagare temi specifici legati all’etica occidentale attuale.
Il tutto è messo in scena proseguendo con la cifra poetica di “ilinx”, indagando il rapporto con la realtà circostante trasmutata attraverso la metafora, il simbolo e l’uso del comico e del grottesco.
In questo caso specifico il tema offre la possibilità di esplorare le figure del Diavolo e dello Spirito Santo (non solo nella tradizione prettamente Cristiana ed Ebraica), allargandole di significato e ricollegandole nello specifico al tema della “responsabilità”, dell’etica e del concetto originale di “peccato” (mancare il bersaglio).
Inoltre si esploreranno alcune figure della mitologia greca e Cristiana Ananke (Necessità), Diche (Giustizia), Tyche (Fortuna), Carite (Grazia) e i personaggi, archetipi nell’agire moderno che incontrano il Diavolo (Il Teologo, il Politico, lo Speculatore Finanziario).
Insomma: un’opera che indaga, alla maniera “ilinx”, il concetto del bene e del male, nella società occidentale, nell’epoca attuale.

MUNDUS come esorcismo alle s-manie d’occidente.
Una festa, una cena, un viaggio in 7 “stanze” diverse.
7 numeri, 7 sigilli, 7 attrazioni
a rifondazione della Polis.
MUNDUS come Apocalisse (rivelazione).
La fine del mondo. Rituale di rinnovamento cosmico.
Dal piombo fino all’oro.
Il rito è circo che mettiamo in scena.
Nel centro della scena sta il MUNDUS.
A contorno 4 tavoli rotondi. 12 sedie rosse per
12 “chiamati” che parteciperanno direttamente allo spettacolo, al rituale. Sono la “rimanenza”.
Scelti sin dalla fondazione del mondo.
Ad accompagnarli Virgilio Gudzeviç, presentatore e maestro di cerimonia, che li condurrà fra le scene che accadranno, attrazioni del grande baraccone.
I tre camerieri, officianti del rito, serviranno le “portate” a introduzione d’ogni quadro. Ogni numero e’ apertura d’un sigillo.

1 SIGILLO. DELLA MATERIA
Nel regno dell’omologazione alla materia, la litania del “devi”. Quello che devi essere, che devi avere. Salvaguardia ai valori d’occidente: possedere da posseduti.
Esorcismo alla catena che ci lega.

2 SIGILLO. DELLA SESSUALITA’
Apparire. L’essenza dimenticata per la forma. Una gara a chi piu’ splende.
Esorcismo alla finzione dei corpi ri-modellati, alla paura del cambiamento dei costumi sessuali.

3 SIGILLO. DELL’ENERGIA.
L’energia creatrice che si fa distruttrice.
Esorcismo alla “penitenza”, al “dolore” come forma ricercata di redenzione. Per un abolizione del Capro Espiatorio.

4 SIGILLO. DELL’AMORE.
IO che diventa NOI. L’innocenza dello stare al mondo insieme. Trasformazione.

5 SIGILLO. DELLA PAROLA.
La verita’ della parola. Parodia ai milioni di programmi televisivi deliranti. Per un altro modo di comunicare. Esorcismo allo sproloquio verbale. Al mostrarsi di superficie. Mille bocche e nessun orecchio ad ascoltare.

6 SIGILLO. DELLA MENTE.
L’ossessione della mente che non vuol morire, che si traveste per sfuggire. Che crea le trappole e le nasconde. Labirinto da cui non riesci ad uscire. La frase sempre uguale. Esorcismo al pensiero unico, all’assenza di dubbio. Alla fede incontrastata nella ragione.

7 SIGILLO. DEL VUOTO.
Finalmente spogli, spogliati. Vestiti di vento, d’essenza.
Corpo nudo che esalta quello che e’ invisibile. Vivifica il visibile.
Grazia dell’uscire da se’. Apocalypso.

Il MUNDUS è un complesso mitico-rituale, entro una forma dalle precise coordinate spazio-temporali, per esorcizzare il rischio di una caotica fine del mondo, della città, dei suoi abitanti, della sua cultura.
Il MUNDUS è un punto fermo spaziale. Il centro della terra. Configura il centro dell’universo. Il sopra ed il sotto. Concentra in sé lo spazio cosmico e culturale. L’incrocio fra verticale ed orizzontale.
“La fine del mondo” Ernesto De Martino.
Conosco le tue opere. Ti si crede vivo invece sei morto…svegliati e rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire. Perché se non sarai vigilante verrò come un ladro senza che tu sappia in quale ora verrò… Perché siamo sull’orlo dell’abisso e la bestia ha una bocca che parla parole d’orgoglio. L’uomo si crede dio, abusa della terra e governa il cielo…
Il tempo è vicino…

Apocalisse di Giovanni.
“La  fine del mondo è giunta spesso, e continua a giungere spesso. Impietosa, implacabile, latrice di tenebra
su tenebra, la fine del mondo è una cosa a cui siamo ben adusi, un fatto abituale, che abbiamo ritualizzato.
E’ nostro dovere tentare di scordarcene in sua assenza, di riconciliarci con essa quando non è negabile,
e di ricambiare il suo abbraccio quando infine viene a noi come fa sempre.”

“Ogni cosa è illuminata” Jonathan Safran Foer.
non cercare fuori. ma dentro. smettere d’imparare, imparare da tutti. non più una tecnica ma il meccanismo che alza e che abbassa i toraci. evitare i labirinti della mente, usarla come strumento per arrivare al dunque, come zattera che attraversa il fiume. non creare muri ma lasciare aperta la porta. abbandonarsi. pacificarsi. non cercare il marmo delle statue ma carne e sangue vivo. smettere di voler cambiare e per questo, grazie alle grandi orecchie, agli occhi spropositati, farlo davvero. smettere di pensare a io. ma allargarsi in noi. essere ilinx:. vortice e vertigine al nostro tempo orribile e santo.
farsi incanto. cercare nel fango, i fiori.

“MUNDUS, appunti di viaggio” Cristiano Sormani Valli.