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A doppie mani.

(poetic’azione)

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…si mostri ciò che è disadorno, si perseveri nella semplicità,
sia scarso l’egoismo, siano pochi i desideri.

Tao te ching. Cap XIX



le abbiamo sempre viste scritte, nero su bianco, le nostre parole. così le abbiamo prese e vestite. ognuna con l’abito appropriato. di modo da formare anelli di catena.
ognuna con la propria melodia. ognuna col proprio lascito. la propria intuizione.

parole mosse, queste, le nostre. mosse dal vento delle domande, dei tentativi.
inchiostro e spazio bianco che prendono movenza. che diventano azione. perché l’eco delle parole non si esaurisca solo nella stanza ammobiliata del pensiero.
ma si espanda nelle pubbliche piazze.
bussi alle porte.
t’inviti.

l’eco, accompagnato per mano, l’abbiamo portato nelle strade. nei locali. fra le persone. disabituate ai modi della poesia.
che è gergo disimparato. perso fra le immagini veloci e la comodità.
il nostro, invece, un tentativo d’attenzione. di ascolto. di frequentazione.
ponte di relazione.

e si tratta di vuoto e di pieno. di battere e levare anche stavolta.
d’un salto da fermi verso il cielo.
e che vi siano le parole tramite. mezzo.
fra zucchero e veleno.

Cristiano Sormani Valli.

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Teoria:

la parola, le parole, le frasi, le pause.
Queste nostre storie messe su carta. A volte penso, pensiamo non basti.
Tracciamo l’intenzioni, i volumi, i tempi sospesi, il battito. Proviamo a raccontarle, ché la parola, le parole sono voce dal corpo, corpo. Il nostro per chi ascolta.
A volte, a volte, c’è bisogno di fermarsi, insieme. Fuori dal propriomio libro. Così.
Convinti dall’aver provato, trovato il tempo, noi viaggiamo, portiamo, accompagnamo brevi spazi speciali. E ce li permettiamo. Vogliamo. Incontrandovi.
Se basta.

Il resto sono sacrosante opinioni. Fatti vostri.
Perché io lo devo fare per forza. Per me.

Con occhio e gamba ai cant’inbanchi.

Nicola Castelli.