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La_Forza_di_un_Lampo

Con NICOLAS CERUTI

Di Gianluigi Castelli e Nicolas Ceruti

Musiche Originali Sandro Mandria Video Nicolas Ceruti

Tommaso Cassai, detto il Masaccio, muore misteriosamente: alcuni affermano che sia stato avvelenato... altri sostengono che la sua morte sia dovuta alla grande epidemia che colpì la capitale in quel periodo. Lo spettacolo comincia con l'annuncio della morte dell'artista e prosegue alternando passato e presente per tracciare un profilo del Masaccio dentro il suo tempo. In scena c'è Andrea di Giusto suo allievo e collaboratore, che ricorda l'esperienza con il maestro fra sogno e realtà. Alle sue spalle scorre un video (con un esplicito omaggio a Pasolini che tanto ha amato questo pittore) che accompagna e a sua volta, evoca la vicenda in una sorte di scenografia partecipe alla vita e alla drammatica morte di Tommaso Cassai. Il linguaggio usato in scena è una sorta di adattamento fedele al linguaggio del 400, con alcune concessioni linguistiche a epoche posteriori.

Una Produzione Festival "Sentieri dell'Arte 2004" - Officine artistiche ilinx -  Promedia s.r.l., Erewhon ass. cult.

 

Tecnica: Teatro d'Attore- Canto- Video.

Durata: 60 minuti circa.

 

Da Eolo, rivista telematica di teatro:

"...coerente percorso sull'arte, mette in scena la figura umana e creativa di uno dei più grandi pittori italiani, il sublime Masaccio, l'autore di uno dei capolavori della pittura, La cappella Brancacci ,nella Chiesa del Carmine a Firenze. Attraverso il racconto di uno dei suoi allievi interpretato dal convincente Nicolas Ceruti che insieme a Gianluigi Castelli ha scritto la drammaturgia ed immagini pasoliniane, vengono enucleati i grandi temi della sua arte, i suoi rapporti con gli artisti del suo tempo, soprattutto, Masolino, la sua ansia di mettere al centro della sua pittura l'uomo.

Uno spettacolo che aiutato anche dalle musiche originali di Sandro Dandria trasmette al pittore una "consistenza" contemporanea, forse un po'troppo "maledetta"ma che riesce nell'intento di far conoscere senza didascalismo ed in modo poetico questo sommo artista quattrocentesco."

MARIO BIANCHI