Appunti per un corpo tra macerie

Regia Nicolas Ceruti
Drammaturgia Barbara Pizzo
Con Luca Marchiori
Produzione: ilinx, Residenza Teatrale ILINXARIUM,
In residenza: Verdecoprente Festival 02 (Vt), Sala Ichos Teatro (Na),
Residenza Teatrale ILINXARIUM

prima residenza e studio presso VERDECOPRENTE Festival 2014
debutto Sala Ichos (Na) Stagione 2014/15

Una lingua da masticare, di carne e sangue e tempo misurato, come misurato è il tempo di chi la pronuncia, omuncolo perduto a ricomporre i pezzi di una vicenda banale che solo il viverla in prima persona può renderla deflagrante.
Suono e corpo è quel che rimane tra le macerie di un amore, di una vita, di un mondo che va dalla terra al cielo o che dalla terra al cielo è andato.
Questo il cuore del progetto che vede la collaborazione tra Ilinx teatro e Barbara Pizzo.
Un work in progress nato da un testo intessuto di un pastiche linguistico che si nutre di Cinquecento, inflessioni dialettali ed erranze − tra ricercati errori e vagheggiamenti crono-geografici − per una reinvenzione dalla carnalità forte, dalla musicalità antica eppure fresca del suo essere concreta, viva e pulsante, capace di tradurre l’alienazione di chi quelle parole porta. Perché fisica e psicologica è l’alienazione dell’unico personaggio in scena, alle prese con un monologo che solo di tempo in tempo si fa soliloquio, qua e là intrecciato a dialoghi senza risposta rivolti ora «al dio suo» ora all’amata.
Tutto scorre in una sospensione quasi onirica: le azioni di quell’uomo che appare intento a costruire una strana macchina, le parole che gli sgorgano dalla bocca tra cascate e sputi, il tempo.
Quel tempo «nimico tremebondo» che «sumerge e cade e manca». Il tempo dall’incedere inesorabile come un metronomo, una goccia che gocciola in un secchio, un conto alla rovescia che segnerà irrimediabilmente il respiro di chi è dentro e fuori scena. Come si fosse a un passo dall’esplosione (poco prima o poco dopo, infine, che cambia?).
Tutto è nel mentre.
Come sull’orlo di un cratere. Come a un soffio dall’uragano.
E intorno: luci trasportabili a filo delle officine meccaniche, rumori meccanici e industriali.
Fino a quella fine che arriverà sfumandosene in dissolvenza. Senza lenire, senza spiegare.

Barbara Pizzo
«Amo esplorare le possibilità di una scrittura che scaturisce dall’amore per la plasticità della parola e per il silenzio che la genera e la vivifica. Sulla scena, per il corpo che traduce nello spazio e nel tempo.»
Una pratica artistica tra fare e dire teatrale, che nel suo percorso si intreccia indissolubilmente a strategia, comunicazione e cura.
Laureata in Lettere, è specializzata in Art and Culture Management. Per la sua formazione attorale e drammaturgica ringrazia in particolare Raul Alejandro Iaiza, Dawid Zakowski, Mario Barzaghi, Elisabetta Bianca, Rossana Farinati, Lech Raczak, Judith Malina e Hanon Reznikov, Renata Molinari e Paola Bigatto.
Tra le sue collaborazioni Living Theatre, Teatro Kismet OperA, fragmateatro, ScarlattineTeatro.

LEGGI LA LA RASSEGNA STAMPA

SCARICA