ispirato a “I quattro fratelli ingegnosi” dei fratelli Grimm

Corpi e Voci:
Narratore, Borgomastro e Re: Bano Ferrari
Teseo e Maestro Astronomo: Nicola Castelli
Libero e Maestro Cacciatore: Nicolas Ceruti
Stella e Maestra Sarta: Mara Marini
Silvestro e Maestro Samurai: Cristiano Sormani Valli
Ideazione: Nicola Castelli
Progetto: Nicola Castelli, Nicolas Ceruti, Mara Marini, Cristiano Sormani Valli
Parole: Cristiano Sormani Valli, Nicola Castelli
Produzione: ilinx teatro, Zambon farmaceutica
Costumi ed Oggetti: Caterina Filice, Monica Gorla, Mara Marini
Illustrazioni: Ettore Antonini
Musiche: Paolo D’Errico
Disegno Luci: Nicolas Ceruti, Maela Canu
Video: ScreaMovie

Lo spettacolo è tratto da una fiaba dei fratelli Grimm. Le variazioni introdotte rispetto al testo originale sono relativamente poche seppur importanti: nel racconto i personaggi sono quattro fratelli maschi, mentre nell’adattamento per palcoscenico si trasformano in amici, tre maschi e una femmina: Libero, Teseo, Silvestro e Stella. Dal punto di vista drammaturgico è stata poi inserita una figura nuova: il narratore, una sorta di collezionista di storie e cimeli fiabeschi (la scarpetta di Cenerentola, i calzini del gatto con gli stivali, la piuma del brutto anatroccolo…) che, capitato “per caso” sul palcoscenico, decide di fermarsi per raccontare al pubblico una delle sue fiabe preferite. Il narratore tuttavia, oltre a condurre gli spettatori attraverso la vicenda, ne diventerà anche parte attiva, sotto le mentite spoglie di Borgo Mastro e di Re, due dei personaggi con i quali i 4 amici entrano in contatto.
La fiaba, in sé, racconta del rito di passaggio fra fanciullezza e maturità; ovvero quando lentamente si abbandonano i giochi per “cercare” nel mondo quel che nel mondo si potrà diventare. Ed è proprio così che comincia la storia: i 4 amici, spronati dal Borgo Mastro, lasceranno il villaggio in cerca di un mestiere da imparare; e così, andando ognuno per la propria strada, incontreranno i rispettivi maestri, che sapranno cogliere e valorizzare le loro potenzialità. Solo dopo 4 anni gli amici si rincontreranno e, ormai “grandi” e forti delle nuove abilità, riusciranno prima a superare la prova a cui li sottoporrà il Borgomastro e poi a salvare la principessa dalla grinfie del drago.
Il tutto attraverso una messinscena di re-invenzione che privilegia l’aspetto comico, senza però tralasciare gli aspetti originali e simbolici della fiaba dei fratelli Grimm.
La peculiarità registica dell’allestimento è l’interazione fra attori e video: le scenografie sono infatti proiettate s’uno schermo e, oltre a definire i luoghi dell’azione scenica (la piazza del villaggio, la corte del re, il mare…) si trasformano talvolta in piccole animazioni di supporto all’azione scenica o di raccordo fra le diverse unità di tempo della vicenda. Ciò comporta un’alternanza del fuoco dell’attenzione, dal palcoscenico allo schermo, da parte dello spettatore; le azioni sceniche sono dunque state studiate in modo da poter valorizzare, quando necessario, le immagini, e viceversa.
Il risultato è uno spettacolo molto ritmato, giocato decisamente sul registro umoristico e suddiviso in due macro-sezioni: la prima, più “teatrale”, dedicata alla presentazione dei 4 protagonisti e ai viaggi che li portano ad incontrare i propri maestri; la seconda, più “multimediale”, ruota invece intorno alla messa in pratica delle abilità apprese dai quattro amici, che si traduce in una costante interazione con il video (grazie all’ausilio delle già citate animazioni).
Per quanto riguarda infine i valori sottesi alla fiaba (e mantenuti nell’allestimento teatrale), troviamo: la cooperazione, l’importanza di mettere le proprie qualità a disposizione degli altri; l’amicizia, la maturità di rinunciare ad una “fortuna” iniqua in nome di un’altra meno preziosa ma condivisibile…
Tutto ciò passando attraverso un cruciale (e stravagante) “viaggio iniziatico”, che traghetta i 4 amici dall’infanzia all’età adulta grazie all’incontro con un maestro, all’apprendimento di un mestiere e al superamento delle proprie paure.