Voce recitante: Mara Marini
Illustrazioni dal vivo: Francesco Dossena
Parole e regia: Cristiano Sormani Valli
Una produzione “ilinx teatro” – residenza creativa “ilinxarium”

C’era una volta, non molto lontano da qui, una città di nome Ceneraglia. Si chiamava così, con
questo nome strano, perché tutto, ma proprio tutto, aveva il colore della cenere.
Le case erano grigie. Le strade erano grigie. Gli alberi erano grigi. I tetti, i gatti, i cani, i mobili,
l’erba, i negozi. Tutto grigio!
Ma soprattutto erano grigi i suoi abitanti. I loro vestiti, le loro facce, i loro occhi. Grigi, tristi e
stanchi.
Eh si, perché dovete sapere che in questa città ogni persona, bambini compresi, faceva un’unica
cosa: lavorava! Questi poveretti dovevano lavorare 19 ore al giorno. Dormivano appena 4 ore!
Solo un’ora quindi rimaneva a disposizione e la si usava per mangiare e guardare la televisione.
Che trasmetteva, rigorosamente in bianco e nero, giorno e notte, il “Telegiornale di
Ceneraglia.”.
Né al telegiornale, né in giro per la città, succedeva mai qualcosa di nuovo.
Nessuno svago, nessun gioco, nessuno sport, niente cinema, niente bar.
L’immaginazione era bandita per quei grigi e tristi personaggi, che avevano avuto la sfortuna di
nascere in quella città.
E pensate, cosa ancora più incredibile e tremenda, nessuno aveva mai riso. Mai si erano viste
bocche spalancarsi. Mai si era sentita la risata di qualcuno. E come mai, vi domanderete, poteva
esistere un paese così?
Semplice, tutto era grigio e triste perché a governare Ceneraglia c’era un individuo spietato,
egoista ed arrogante. Un vero dittatore di nome: Grigiuzzo. Dal mattino alla sera, dalla sera alla
mattina quel cattivone ripeteva a tutti, con la sua frusta in mano: Lavorare! Forza! Basta battere la
fiacca! Vi pago per fare gli scansafatiche? Lavorare, pelandroni!
Grigiuzzo possedeva tutto in quella città senza allegria. Ogni terreno era suo. Ogni casa, ogni
negozio, ogni industria. Lui dettava le regole. Lui faceva le leggi. A farle rispettare ci pensavano
i suoi due fidati scagnozzi: Sbiglio e Sbaglio, i suoi 492 cani grigi altamente addestrati ed i suoi
66 carrarmati.
Quel che Grigiuzzo ancora non sapeva è che di lì a poco tutto sarebbe cambiato per sempre.
Anzi qualcosa stava già cambiando…